Bambini in guerra

                                                                                            
Noi non possediamo altra vita,
altra linfa che i tesori
ereditati dal passato e digeriti,
assimilati, ricreati da noi.
Fra tutte le esigenze dell’anima umana
nessuna è più vitale di quella
del passato.
            Simone Weil

 

Sul filo della memoria: i bambini del ’35 e dintorni raccontano…

I bambini del '35 e dintorni volume 1 Milioni di pagine raccontano l’ultima guerra mondiale dal punto di vista degli adulti: chi l’ha decisa, chi l’ha diretta, chi l’ha combattuta, chi l’ha subita. Solo il diario di Anna Frank e qualche altra rara testimonianza legata all’esperienza dei lager ci raccontano quegli anni vissuti dai bambini.
Il  momento storico nel quale viviamo vede la comunicazione multimediale come protagonista principale, e spesso unica, della trasmissione di saperi non nozionistici e scolastici. Anche in contesti non urbani si va perdendo la consuetudine alla narrazione orale e all’ascolto che ha caratterizzato epoche non lontanissime e fortemente influenzato la formazione di una cospicua parte della generazione degli ultra cinquantenni di oggi, forse l’ultima ad averne goduto. I nonni attuali sono per lo più ancora troppo impegnati in attività lavorative per trovare il tempo da dedicare ai piccoli raccontandosi, o reticenti – se più avanti con gli anni -  rispetto ad un mondo troppo diverso, che rifiuta il valore della memoria. Oppure gli anziani sono spesso relegati in strutture isolate dalla quotidianità della famiglia e della comunità, perdendo così l’opportunità di trasmettere a generazioni più giovani, attraverso momenti di naturale racconto, ciò che ha intessuto i fili della loro vita. Rischiamo dunque di vedere scomparire una ricchezza di valori e di vissuti senza che possano restare nelle giovani generazioni come testimonianza storica.
Poiché crediamo che la trasmissione della storia orale, tramite l’autobiografia e l’affabulazione, sia uno strumento di formazione e di conoscenza altrettanto prezioso dello studio della storia ufficiale, proponiamo questo progetto sulla memoria.
Vorremmo raccogliere racconti di quotidianità comune vissuti dai bambini di allora, vedere con i loro occhi gli orrori della guerra, ma forse anche scoprire che un bambino può cogliere qualcosa di diverso e serbarlo come ricordo: la solidarietà, il piacere di stare insieme agli altri comunque, anche in situazioni estreme, la creatività.

Metodo

I ragazzi possono intervistare gli anziani  ponendo loro domande precise ma nel contempo aperte sui loro ricordi relativi al periodo bellico: la quotidianità, la scuola, i bombardamenti, il rifugio, i giochi, i rapporti familiari e amicali, la fame, la paura… Le interviste verranno registrate e quando possibile videoregistrate. Qui di seguito c’è una traccia per le domande.

Descrizione del contesto geografico in cui il protagonista risiedeva (città, campagna, quartiere…) e contesto sociale
Descrizione del contesto familiare: genitori, fratelli, eventuali nonni, zii…Contesto politico della famiglia
Situazione economica della famiglia
Scuola: come e quando si frequentava, clima scolastico, ripercussioni su di esso della guerra
Giochi: quali, quando, con chi oltre che con i fratelli, modalità (cortile, strada…)
Cibo: cosa si mangiava, e quanto!
Amici: rapporti con i coetanei e con gli adulti
Rapporti degli adulti fra di loro
Bombardamenti e rifugi: che ricordi hai di questo (paura…solidarietà…gioco nonostante tutto…)
Sfollamento: come hai vissuto  questo cambiamento
I mezzi di comunicazione: la radio, che ricordo ne hai se faceva parte della vostra quotidianità
Racconti di ricordi a ruota libera su qualunque argomento

Le interviste potranno essere pubblicate!!